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Carignano: storia, tradizione e identità di un vitigno d’eccellenza
12 Aprile 2025
Le origini e la diffusione del Carignano

Il Carignano è un vitigno rustico avente forte personalità, capace di resistere a condizioni climatiche difficili, come i venti salmastri delle zone costiere.
Produce piccoli grappoli compatti, con acini di colore blu-nero e una buccia spessa, ricca di antociani. Questa caratteristica lo rende ideale per produrre vini di colore intenso, con tannini ben strutturati e buona longevità.

Le sue origini sono ancora dibattute: alcuni studiosi ipotizzano un’origine mediorientale, legata alle migrazioni dei Fenici, altri lo ritengono nato in Aragona, da cui deriva il nome spagnolo “Cariñena” e altri ancora, invece, pensano che sia stato importato dai Piemontesi durante l’insediamento a Calasetta alla fine del 1700.
Indipendentemente dalla sua provenienza, il Carignano ha trovato nel sud-ovest della Sardegna un territorio d’eccellenza, specialmente nell’isola di Sant’Antioco.
Qui, i terreni sabbiosi, spesso miscelati con argilla e calcare, conferiscono ai vini un’eleganza splendida e sinuosa e una mineralità unica. La vicinanza al mare non solo regola le temperature, ma arricchisce le uve di complessità aromatica grazie ai venti carichi di salsedine.

Il Carignano in Sardegna e nel mondo

Il vitigno è conosciuto anche come “Carignan” in Francia, dove si diffonde in particolare nel Languedoc-Roussillon, e come “Cariñena” in Spagna.
Tuttavia, è in Sardegna, e in particolare sull’isola di Sant’Antioco, che il Carignano ha trovato il suo terroir ideale.
Qui rappresenta circa l’85% dei vigneti coltivati, e con una percentuale impressionante, oltre il 94%, di viti ancora oggi allevate a piede franco.
Oltre la Sardegna, il Carignano è presente in Francia, dove cresce su terreni calcarei e pietrosi e in Spagna, dove si adatta meglio a zone collinari con suoli ricchi di minerali.
Tuttavia, il suo carattere mediterraneo lo rende un vitigno perfettamente integrato nel paesaggio vitivinicolo dell’isola di Sant’Antioco.

Importanza storica e culturale

Il Carignano ha avuto un ruolo centrale nella storia della viticoltura sarda giacché ha fornito per secoli un’importante fonte di reddito per le famiglie locali. A partire dai primi anni del ‘900, il vino prodotto con questo vitigno veniva esportato soprattutto in Francia, dove veniva usato per i tagli enologici.
L’istituzione delle cantine sociali di Calasetta (1932) e Sant’Antioco (1949) segnò un periodo di grande prosperità per la viticoltura della zona.
Tuttavia, con l’avvento dell’industrializzazione negli anni ’70 e una politica regionale poco lungimirante, molti vigneti vennero espiantati.
Solo negli ultimi decenni, grazie all’impegno di cantine sociali e piccoli produttori, il Carignano sta vivendo una nuova fase di valorizzazione.

Un vitigno di forte carattere

Dal punto di vista enologico, il Carignano produce vini di grande struttura e longevità, caratterizzati da un colore intenso e una notevole complessità aromatica.
La vicinanza al mare e il clima conferiscono a questi vini una mineralità unica e una spiccata eleganza.
Oggi il Carignano non è solo un simbolo della tradizione vitivinicola di Sant’Antioco ma è anche un elemento di rilancio economico e culturale per l’intera regione.
La sua riscoperta e la sua valorizzazione rappresentano una nuova opportunità per la viticoltura sarda e per tutti gli appassionati.

Roberto Matzeu