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Intervista a Paolo Balia: Società Agricola Andaras

Dal recupero delle vigne storiche a un vino d’eccellenza

In questa intervista conosciamo Paolo Balia, uno dei fondatori della Società Agricola Andaras di Sant’Antioco. Un racconto che parte da un’idea condivisa e si sviluppa tra passione per la viticoltura, valorizzazione del territorio e attenzione alla qualità.

Presentazione 

“L’azienda Andras, è una società di Sant’Antioco che nasce 6/7 anni fa da un’idea mia, io sono Paolo Balia, e di Marco Pinna, che è un amico che ha sempre lavorato nel mondo del vino e anche oggi continua a lavorare come manager di vendita di parecchie aziende, anche importanti.
Ci siamo rincontrati 6/7 anni fa e abbiamo deciso di mettere su questa società e di mettere insieme tutta la nostra esperienza, io nel settore vitivinicolo e lui nel settore della commercializzazione; in questo progetto abbiamo coinvolto un altro viticoltore che ha sempre lavorato a Sant’Antioco, si chiama Massimo Putzu e mio figlio Alessandro che è più giovane e quindi interessato allo sviluppo di queste attività.”

Il Progetto 

“Siamo partiti mettendo insieme la nostra esperienza e quindi ci siamo mossi, prima cosa, nel recuperare dei vigneti a Piede Franco, che sono vigneti storici e impiantati con i cloni di Carignano, i primi cloni che si sono diffusi a Sant’Antioco nel 1800; la storia della nostra società nasce da questa esperienza, nasce con il recupero di questi vigneti e nasce soprattutto con l’idea di costruire una cantina nostra, privata, in modo da poter definire e chiudere tutta la filiera della produzione del vino.
Abbiamo cominciato a lavorare i vigneti con l’idea di produrre un vino che ci potesse rappresentare al meglio e essendo tutti coscienti, per la nostra esperienza, che il miglior vino si produce in vigna, perché solo se hai una qualità eccelsa di uva puoi avere un vino importante, siamo partiti proprio dal recupero delle vigne storiche.
Noi abbiamo puntato a recuperare i vecchi vigneti per ottenere così il massimo della qualità dell’uva; solo così sappiamo che possiamo ottenere un vino particolare, un vino che ci possa far riconoscere qualitativamente.
Produciamo dal 2020 tre linee di prodotto: una DOC, una RISERVA e una SUPERIORE. Queste vengono direttamente scelte nella vigna, nel senso che in base ai vigneti che abbiamo e alla qualità dell’uva che otteniamo, indirizziamo di conseguenza la vinificazione e quindi la produzione delle nostre linee di Carignano.”

Gli effetti del cambiamento climatico

“In questi anni chiaramente anche noi come tutti i viticoltori o le persone che lavorano in campagna abbiamo dovuto affrontare i problemi del cambiamento climatico che sono legati soprattutto all’aumento delle temperature alla scarsità delle piogge. Da un certo punto di vista il fatto che ci troviamo a lavorare in zone sabbiose c’è un po d’aiuto, perché il Carignano nelle zone sabbiose ha una grossa capacità di resistenza però, nonostante tutto, abbiamo dovuto adattare tecniche di lavorazione per far sì che la maturazione dell’uva arrivi, visto che ha anticipato almeno di 20 giorni negli ultimi due o tre anni, arrivi quando la pianta non è sotto stress ma che avvenga, magari, anche anticipatamente ma nel momento in cui la pianta è ancora in attività, quando è attiva e così l’uva può maturare nel migliore dei modi.”

Valorizzazione del territorio di Sant’ Antioco

“Un aspetto che è interessante sottolineare dal punto di vista divulgativo e che riprendere a lavorare i vigneti, lavorare la campagna è una cosa assolutamente importante. È importante avvicinarsi a questo tipo di lavoro e farlo in maniera assolutamente professionale, ma è importante perché è importante per il mantenimento del territorio.
Il territorio ha bisogno della presenza delle persone che così acquisiscono competenze, capacità e imparano a lavorare e tenere in ordine.
Avere un territorio in ordine significa avere anche una qualità della vita molto, molto più alta.”

Ricordi d’infanzia 

“Come ricordo d’infanzia posso solo dire che naturalmente essendo cresciuto in un paese dove la viticoltura era un fiore all’occhiello, attraversare le strade di allora dove c’erano le campagne e oggi hanno praticamente degli immensi giardini, oggi avrebbe un valore straordinario riprendere quel tipo di attività e quindi insomma mi auguro che queste attività vengano riprese in mano con la giusta professionalità.”