cantina 4

Carignano del Sulcis: il profilo organolettico

Un vitigno dalle mille sfumature

Il Carignano del Sulcis è un vitigno capace di generare vini estremamente complessi, ricchi di sfumature, e dal profilo organolettico profondamente cangiante. Le sue espressioni variano sensibilmente in base a molteplici fattori: tipologia d’impianto, età dei vigneti, metodo di vinificazione e modalità di affinamento.

Vigne a spalliera e vini di pronta beva

Uno degli aspetti fondamentali da considerare riguarda la tipologia d’impianto e la zona di produzione. Nell’area delimitata dal disciplinare del Carignano del Sulcis, gli impianti sono in gran parte allevati a spalliera, irrigui e innestati su vite americana. Da queste vigne si ottengono vini di pronta beva, con un profilo fortemente fruttato, in particolare orientato verso la bacca rossa, buona struttura ma una tannicità contenuta. Si tratta di vini ideali per il consumo giovane, che esprimono con immediatezza la freschezza varietale del Carignano.

L’unicità dei vigneti di Sant’Antioco: i vini a piede franco

Le Cantine Sardus Pater, storica cantina sociale con sede a Sant’Antioco, hanno da tempo avviato una politica di selezione e valorizzazione delle uve provenienti dall’isola, distinguendole da quelle raccolte nel resto del Sulcis. A Sant’Antioco, infatti, i vigneti sono franchi di piede e non irrigui, elementi che incidono fortemente sulla qualità delle uve.

Le piante a piede franco, spesso centenarie, producono uve più concentrate, con un maggiore contenuto di polifenoli, da cui nascono vini dal corpo importante, con tannini vigorosi e una grande complessità aromatica. Già dai vigneti più giovani a piede franco si ottengono vini dal colore rubino intenso, con profumi di frutta rossa leggermente appassita e note di macchia mediterranea, in particolare ginepro e liquirizia. In bocca il sorso è pieno e coinvolgente, con un tannino ancora giovane che necessita di tempo per evolversi. Un esempio significativo è il “Nur”, che affina per un anno in acciaio proprio per ammorbidire questa naturale tannicità, senza intaccarne la freschezza.

Vigne vecchie e affinamenti più complessi

Con l’aumentare dell’età dei vigneti, cresce anche la concentrazione delle uve e, di conseguenza, la complessità dei vini, che richiedono tempi e modalità di affinamento più lunghi e mirati.
Il “Is Arenas”, Carignano del Sulcis Riserva della cantina, è prodotto con uve provenienti da vigne di oltre 70 anni sull’isola di Sant’Antioco. Il vino affina per due anni, di cui uno in barriques di rovere francese da 225 litri e uno in bottiglia. Questo affinamento conferisce al vino note speziate e un’intensità olfattiva marcata: frutti rossi in appassimento, prugna, ginepro, mirto e liquirizia, accompagnati da sentori vanigliati del legno. In bocca, i tannini si fanno più maturi ed eleganti, pur mantenendo forza e lunghezza nel finale.

“Arruga”: l’eccellenza del Carignano del Sulcis Superiore

Il vertice qualitativo dell’azienda è rappresentato dal Carignano del Sulcis Superiore “Arruga”, una selezione estrema delle uve più pregiate dei vigneti a piede franco più antichi dell’isola. L’affinamento prevede tre anni, di cui 18 mesi in tonneau da 500 litri e 18 mesi in bottiglia. L’uso del tonneau, che ha una minore superficie di contatto rispetto alla barrique, consente un’evoluzione più lenta ma più profonda, che lascia spazio a una maggiore espressività del vitigno.
Il risultato è un vino dal colore rubino intenso con riflessi granato, che al naso regala un bouquet complesso e armonico: frutti rossi in appassimento, prugna matura, macchia mediterranea, ginepro, liquirizia, mirto, con eleganti richiami di miele, vaniglia e sottobosco. Il legno, in questo caso, non domina, ma accompagna e esalta il profilo aromatico. In bocca, il vino si presenta vellutato, avvolgente, con un tannino levigato e nobile, un corpo strutturato e una sapidità marcata. Il finale è lunghissimo, con ritorni balsamici e speziati.

Un vitigno, molteplici identità

Pur possedendo un’identità varietale ben definita, il Carignano del Sulcis dimostra, attraverso questi esempi, una versatilità sorprendente, capace di riflettere con forza e autenticità il territorio che lo ospita.


Giovanni Salidu