Se c’è un posto capace di farti sentire il peso silenzioso dei millenni, quello è il Tofet di Sulky. Un’area sacra a cielo aperto, tra le più antiche e affascinanti del Mediterraneo fenicio-punico, che custodisce ancora oggi il suo alone di mistero.
Collocato in posizione elevata e ben visibile dall’antica Sulky, il sito era volutamente separato dagli spazi abitativi: un luogo altro, riservato al sacro, alla soglia invisibile tra il mondo dei vivi e quello del divino. Qui, dall’VIII al IIIsecolo a.C., la comunità fenicio-punica celebrava riti e pratiche religiose che rivestivano un profondo valore simbolico.
Nel corso degli scavi sono state portate alla luce oltre 3000 urne cinerarie, in gran parte legate a bambini nati morti o venuti a mancare nei primissimi giorni di vita. I piccoli, non ancora iniziati alla vita pubblica della comunità, venivano affidati alla protezione di Tanit e Baal Hammon, le divinità supreme del pantheon punico. Le urne erano deposte con cura nelle cavità naturali della roccia, spesso accompagnate da stele in pietra decorate con figure umane e animali, testimonianze silenziose di un sistema di credenza in cui vita, morte e divinità si intrecciavano in modo indissolubile.
Vieni a scoprire il Tofet: lasciati avvolgere dal fascino della civiltà fenicio- punica.



