Acropoli

L’Acropoli

Il tempio monumentalizzato

Immagina di salire sulla sommità della collina di Is Pirixeddus e trovarti, all’improvviso, a dominare con lo sguardo l’intera città antica e la laguna che si distende ai tuoi piedi. È qui che sorge l’Acropoli di Sant’Antioco, uno dei luoghi più straordinari dell’archeologia sarda.

Quando i Fenici giunsero a Sant’Antioco, nell’VIII secolo a.C., si insediarono pacificamente, integrandosi con la popolazione locale, della quale restano tracce di insediamento nuragico sotto alla costruzione del vicino Forte Su Pisu. Proprio su questa altura fu edificata l’acropoli dell’abitato fenicio, con una continuità di vita che arrivò fino all’epoca tardo-romana. Ancora oggi puoi vedere resti delle strutture difensive puniche costruite con blocchi di ignimbrite squadrati.

Quello che oggi puoi ammirare sono i resti di un tempio romano, realizzato in epoca romano-repubblicana, era circondato da colonne sui lati e sul fronte orientale, chiuso ad ovest. Le fasi di vita e utilizzo dell’edificio si collocano tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. I suoi pavimenti in cocciopesto ornati da piccole tessere bianche, scoperti negli anni Cinquanta del Novecento e recentemente restaurati, testimoniano la cura con cui questo spazio sacro fu costruito e mantenuto nel tempo.

All’area sacra si accedeva attraverso una rampa monumentale che partiva dal vicino anfiteatro romano e risaliva la collina fino al tempio, fiancheggiata da due grandi statue di leoni risalenti alla tarda età fenicia, oggi conservate al Museo Archeologico di Sant’Antioco.

Un luogo che non racconta una sola civiltà, ma sovrappone millenni di storia: nuragica, fenicia, punica e romana.
Visitarlo significa camminare letteralmente sopra le radici più profonde del Mediterraneo antico.

Informazioni utili

La biglietteria per visitare l'Acropoli si trova presso la Necropoli

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