Muncarori

Su Muncarori, il fazzoletto tradizionale femminile

Con questo articolo inauguriamo la rubrica Tradizioni Vive dedicata alla tradizione e all’abito tradizionale di Sant’Antioco: un patrimonio di bellezza, identità e storia che vogliamo raccontare pezzo per pezzo, con cura e rispetto. Ogni mese, un viaggio nel cuore dell’identità antiocense.


Iniziamo da un elemento apparentemente semplice, ma in realtà carico di significato: Su Muncarori, il fazzoletto tradizionale femminile.


Cos’era Su Muncarori?

Su Muncarori era il fazzoletto che ogni donna di Sant’Antioco portava come parte integrante del proprio abito tradizionale. Non si trattava di un accessorio facoltativo: era un elemento indispensabile, senza il quale il costume non poteva dirsi completo. Lo indossavano tutte, dalle più giovani alle più anziane, e il suo utilizzo era strettamente legato alle occasioni della vita comunitaria — le feste patronali, le processioni religiose, le cerimonie di paese.

Su Muncarori veniva indossato con l’abito Sa Mesu Grana a fine Ottocento e, nei primi decenni del Novecento, con Sa Mantiglia, importata da Iglesias, che mostra evidenti influenze spagnole.


Com’era realizzato?

Il fazzoletto era realizzato in tulle ricamato, di forma perfettamente quadrata. Le sue dimensioni variavano in proporzione alla statura della donna che lo indossava.

La lavorazione avveniva con la tecnica a Punti Oru, un tipo di ricamo rialzato di pregevole fattura. Due lati del fazzoletto erano rifiniti con smerli impreziositi da motivi floreali; la parte interna, invece, veniva lavorata a righe incrociate, formando una griglia di piccoli quadrati. Più il lavoro era fitto e minuzioso, più il tessuto acquistava consistenza e rigidità.

Anche la decorazione seguiva una logica precisa: nella punta esterna campeggiava il ricamo floreale più importante e raffinato, il vero punto d’onore del pezzo; nella parte interna sottostante, i fiori ricamati erano più semplici, meno elaborati — quasi un segreto nascosto agli occhi di chi guardava dall’esterno.


Il lavaggio e l’inamidaura

Una volta completato, il fazzoletto veniva sottoposto a una cura attenta e rituale. Si cominciava con la saponata: un semplice lavaggio con sapone di Marsiglia, lasciando il fazzoletto a bagno per tutta la notte. La mattina seguente veniva risciacquato e lasciato asciugare al sole.

Poi arrivava il momento dell’inamidatura, passaggio fondamentale per conferire al tessuto la sua caratteristica rigidità: si scioglieva un po’ d’amido in acqua, si trattava il fazzoletto con questa soluzione e lo si lasciava asciugare parzialmente al sole, prima di procedere con la stiratura. Le misure venivano verificate con cura, da smerlo a smerlo.

Un dettaglio tramandato dagli anziani rivela quanto questa pratica fosse legata anche alla conoscenza del territorio e dei suoi venti: l’inamidatura si eseguiva solo con il maestrale, il vento fresco che manteneva il tessuto umido il giusto durante la lavorazione. Mai quando soffiava lo scirocco.


Un oggetto, tanti significati

Più che un semplice pezzo di tessuto, Su Muncarori era un simbolo. Parlava dell’appartenenza a una comunità, del rispetto per le tradizioni tramandate di madre in figlia, della cura con cui le donne antiochensi custodivano la propria identità.

Il modo in cui veniva indossato, piegato o annodato poteva variare a seconda dell’età, del ruolo sociale e del momento della giornata: ogni dettaglio diventava così una forma di linguaggio silenzioso, ma eloquente.


Un invito alla scoperta

Se siete in visita a Sant’Antioco, cercate questo e gli altri elementi del costume tradizionale nelle mostre, nei musei e nelle manifestazioni folkloristiche locali.
Ogni filo racconta una storia: quella di un’isola nell’isola, fiera delle proprie radici.

E se vi capiterà di vederlo indossato durante la vostra visita, saprete di stare guardando qualcosa di prezioso — non solo bello, ma vivo.


Con questa rubrica vogliamo accompagnarvi, mese dopo mese, alla scoperta delle tradizioni che rendono Sant’Antioco un luogo unico.
Perché conoscere un posto significa anche capire cosa ha amato, cosa ha custodito, cosa non ha mai voluto dimenticare.

Benvenuti tra le pieghe della nostra storia.