{"id":15734,"date":"2026-06-16T13:53:47","date_gmt":"2026-06-16T11:53:47","guid":{"rendered":"https:\/\/visitsantantioco.info\/?p=15734"},"modified":"2026-06-16T13:54:08","modified_gmt":"2026-06-16T11:54:08","slug":"su-muncarori-il-fazzoletto-tradizionale-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/visitsantantioco.info\/en\/blog\/rubruca-tradizioni-vive\/su-muncarori-il-fazzoletto-tradizionale-femminile\/","title":{"rendered":"Su Muncarori, il fazzoletto tradizionale femminile"},"content":{"rendered":"<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"3:1-3:278;54-331\">Con questo articolo inauguriamo la rubrica <strong>Tradizioni Vive<\/strong> dedicata alla tradizione e all&#8217;abito tradizionale di Sant&#8217;Antioco: un patrimonio di bellezza, identit\u00e0 e storia che vogliamo raccontare pezzo per pezzo, con cura e rispetto. Ogni mese, un viaggio nel cuore dell&#8217;identit\u00e0 antiocense.<\/p>\n<hr class=\"border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5\" \/>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"7:1-7:141;338-478\">Iniziamo da un elemento apparentemente semplice, ma in realt\u00e0 carico di significato: <strong>Su Muncarori<\/strong>, il fazzoletto tradizionale femminile.<\/p>\n<hr class=\"border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5\" \/>\n<h2 class=\"text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold\" data-sourcepos=\"11:1-11:25;485-509\"><\/h2>\n<p><span style=\"color: #d8374c;\"><strong>Cos&#8217;era Su Muncarori?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"13:1-13:464;511-974\"><strong><em>Su Muncarori<\/em><\/strong> era il fazzoletto che ogni donna di Sant&#8217;Antioco portava come <strong>parte integrante del proprio abito tradizionale<\/strong>. Non si trattava di un accessorio facoltativo: era un <strong>elemento indispensabile<\/strong>, senza il quale il costume non poteva dirsi completo. Lo indossavano tutte, dalle pi\u00f9 giovani alle pi\u00f9 anziane, e il suo utilizzo era strettamente legato alle occasioni della vita comunitaria \u2014 le feste patronali, le processioni religiose, le cerimonie di paese.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"15:1-15:200;976-1175\"><strong><em>Su Muncarori<\/em> <\/strong>veniva indossato con l&#8217;abito <strong>Sa Mesu Grana<\/strong> a fine Ottocento e, nei primi decenni del Novecento, con <strong>Sa Mantiglia<\/strong>, importata da Iglesias, che mostra evidenti influenze spagnole.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><span style=\"color: #d8374c;\">Com&#8217;era realizzato?<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"21:1-21:167;1200-1366\">Il fazzoletto era realizzato in <strong>tulle ricamato<\/strong>, di <strong>forma perfettamente quadrata<\/strong>. Le sue dimensioni variavano in proporzione alla statura della donna che lo indossava.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"23:1-23:379;1368-1746\">La lavorazione avveniva con la tecnica<em> <strong>a Punti Oru<\/strong><\/em>, un tipo di <strong>ricamo rialzato di pregevole fattura<\/strong>. Due lati del fazzoletto erano rifiniti con <strong>smerli impreziositi da motivi floreali<\/strong>; la parte interna, invece, veniva lavorata a righe incrociate, formando una griglia di piccoli quadrati. Pi\u00f9 il lavoro era fitto e minuzioso, pi\u00f9 il tessuto acquistava consistenza e rigidit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"25:1-25:323;1748-2070\">Anche la decorazione seguiva una logica precisa: <strong>nella punta esterna<\/strong> campeggiava il <strong>ricamo floreale pi\u00f9 importante e raffinato<\/strong>, il vero punto d&#8217;onore del pezzo; <strong>nella parte interna <\/strong>sottostante, i <strong>fiori ricamati<\/strong> erano <strong>pi\u00f9 semplici<\/strong>, meno elaborati \u2014 quasi un segreto nascosto agli occhi di chi guardava dall&#8217;esterno.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #d8374c;\"><strong>Il lavaggio e l&#8217;inamidaura<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"31:1-31:285;2109-2393\">Una volta completato, il fazzoletto veniva sottoposto a una cura attenta e rituale. Si cominciava con la <strong><em>saponata<\/em><\/strong>: un <strong>semplice lavaggio con sapone di Marsiglia<\/strong>, lasciando il fazzoletto a bagno per tutta la notte. La mattina seguente veniva risciacquato e lasciato asciugare al sole.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"33:1-33:358;2395-2752\">Poi arrivava il momento dell&#8217;<strong>inamidatura<\/strong>, passaggio fondamentale per conferire al tessuto la sua caratteristica rigidit\u00e0: si scioglieva un po&#8217; d&#8217;amido in acqua, si trattava il fazzoletto con questa soluzione e lo si lasciava asciugare parzialmente al sole, prima di procedere con la stiratura. Le misure venivano verificate con cura, da smerlo a smerlo.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"35:1-35:290;2754-3043\">Un dettaglio tramandato dagli anziani rivela quanto questa pratica fosse legata anche alla conoscenza del territorio e dei suoi venti: <strong>l&#8217;inamidatura si eseguiva<\/strong> <strong>solo con il maestrale<\/strong>, il vento fresco che manteneva il tessuto umido il giusto durante la lavorazione. Mai quando soffiava lo scirocco.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #d8374c;\"><strong>Un oggetto, tanti significati<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"41:1-41:244;3084-3327\">Pi\u00f9 che un semplice pezzo di tessuto, <em><strong>Su Muncarori<\/strong><\/em> era un <strong>simbolo<\/strong>. Parlava dell&#8217;<strong>appartenenza a una comunit\u00e0<\/strong>, del <strong>rispetto per le tradizioni<\/strong> tramandate di madre in figlia, della cura con cui le donne antiochensi custodivano la <strong>propria identit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"43:1-43:215;3329-3543\">Il modo in cui veniva indossato, piegato o annodato poteva variare a seconda dell&#8217;et\u00e0, del ruolo sociale e del momento della giornata: <strong>ogni dettaglio<\/strong> diventava cos\u00ec <strong>una forma di linguaggio silenzioso, ma eloquente<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #d8374c;\"><strong>Un invito alla scoperta<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"49:1-49:256;3578-3833\">Se siete in visita a <em><strong>Sant'Antioco<\/strong><\/em>, cercate questo e gli altri elementi del costume tradizionale nelle mostre, nei musei e nelle manifestazioni folkloristiche locali.<br \/>\n<strong>Ogni filo racconta una storia: quella di un&#8217;isola nell&#8217;isola, fiera delle proprie radici.<\/strong><\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" data-sourcepos=\"51:1-51:139;3835-3973\">E se vi capiter\u00e0 di vederlo indossato durante la vostra visita, saprete di stare guardando <strong>qualcosa di prezioso \u2014 non solo bello, ma vivo<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Con questa rubrica vogliamo accompagnarvi, mese dopo mese, alla scoperta delle tradizioni che rendono Sant&#8217;Antioco un luogo unico.<br \/>\nPerch\u00e9 conoscere un posto significa anche capire cosa ha amato, cosa ha custodito, cosa non ha mai voluto dimenticare.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Benvenuti tra le pieghe della nostra storia.<\/em><\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo inauguriamo la rubrica Tradizioni Vive dedicata alla tradizione e all&#8217;abito tradizionale 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