La Russia che cambia
Eredità Musicali, III Edizione
Direzione artistica di Matteo Cabras
Torna il Solki Music Festival, il progetto che porta la grande musica da camera nel territorio, in un dialogo tra musicisti di prim’ordine — professionisti internazionali e giovani talenti — e le comunità che li accolgono e che sono in ascolto.
“Eredità Musicali” è un filo rosso che lega gli appuntamenti in un viaggio che esplora le “eredità” che sono state raccolte dai grandi compositori del passato, che hanno attraversato il tempo, alle volte quasi inalterate, altre cambiando forma.
Giovedì 3 Settembre
Ore 20:30
Sala Consiliare · Sant’Antioco
Sul palco: Matteo Cimatti, violino · Giulia Greco, violino · Leonardo Taio, viola · Rainer Crosett, violoncello · Leonardo Ascione, violoncello
Musiche di: A. Arensky: Quartetto op. 35 per violino, viola e due violoncelli · I. Stravinsky: Concertino per quartetto d’archi, Tre pezzi per quartetto d’archi
La Russia che cambia non è soltanto il racconto di un’evoluzione stilistica, ma il ritratto di una cultura musicale capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la musica russa attraversa una stagione di profonde trasformazioni: alla ricchezza melodica e al lirismo della tradizione romantica si affiancano nuovi linguaggi, nuove forme e una concezione del suono destinata a cambiare il volto della musica del secolo successivo. Il programma racconta proprio quel momento di passaggio attraverso due compositori che incarnano due modi complementari di guardare alla propria eredità culturale: uno più da vicino e in modo sentito, l’altro con un certo consapevole distacco.
Il Quartetto d’archi n. 2 in la minore, Op. 35, scritto da Anton Arensky nel 1894 in memoria di Pyotr Il’yich Tchaikovsky, è una delle pagine più intense del repertorio cameristico russo. L’insolito organico con due violoncelli conferisce al gruppo una sonorità calda e profonda, ideale per un’opera dal carattere elegiaco: il celebre movimento di variazioni su un tema tratto dalla liturgia ortodossa ne rappresenta il cuore espressivo, sospeso tra raccoglimento e memoria.
Con i Tre pezzi per quartetto d’archi e il Concertino per quartetto d’archi, Igor Stravinsky apre invece una prospettiva completamente nuova. Composte negli anni Venti, queste opere condensano in pochi minuti un linguaggio essenziale, fatto di ritmi incisivi, timbri nitidi e sorprendente economia di mezzi.
Un appuntamento imperdibile per chi ama la grande musica: vi aspettiamo!!!
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Le tappe di quest’anno, oltre a Sant’Antioco, includono Calasetta, Tratalias, Sant’Anna Arresi e Masainas, con diverse formazioni cameristiche.
