Ascolta il suono della tradizione, scopri l’isola partendo dal mondo di suoni e gesti, delle forme e dei colori dell’artigiano: mestieri e abilità che dalla tessitura domestica ci portano ad approdare nel mondo variegato della viticultura del Carignano del Sulcis, cresciuto nelle settentrionali distese sabbiose dell’isola.
TAPPA 1
Museo Etnografico
“Su Magasinu de Su Binu”, il Magazzino del Vino: è questo il nome storico di questo affascinante edificio tipico, risalente al XVIII secolo. Impossibile non rimanere affascinati dalla vastissima collezione di attrezzi e oggetti tradizionali, che raccontano mille storie diverse di vita quotidiana dei nostri genitori e antenati.
Luogo: Via Necropoli, 24D
Dentro il Museo Etnografico puoi vivere un mondo molto diverso da quello attuale: un mondo in cui ogni cosa viene realizzata a chilometro zero, dagli attrezzi in ferro del fabbro, utili per tutti i lavori quotidiani, ai mobili in legno intagliati, ai cestini di giunco, alle stuoie e borse intrecciate con le foglie essiccate di palma nana.
Ogni attrezzo e oggetto ha il suo nome tradizionale in lingua sarda: ad esempio “sa scifedda”, un grosso catino in terracotta utilizzato per impastare il pane o preparare “sa fregula”, la pasta tradizionale sarda che puoi gustare nei nostri ristoranti, oppure “sa prencia”, il torchio per l’uva dal suono inconfondibile.
Al Carignano del Sulcis, il vino tradizionale di questa zona, è dedicato un ampio spazio, dove si trovano tutti gli utensili che servivano per la coltivazione della vite e la produzione in vino.
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Proprio qui, nel “Magasinu de su Binu” si produceva e si vendeva l’apprezzatissima bevanda, dal gusto deciso e inebriante, che ancora oggi è immancabile sulle tavole degli antiochensi.
Importantissima per la tradizione di Sant’Antioco è anche la tessitura del bisso, un prezioso filamento ottenuto da “is naccherasa”, le nacchere, ovvero gli esemplari di Pinna Nobilis che in passato erano numerosissimi nei bassi fondali della laguna.
Potrai ammirare gli artisti del Bisso all’opera in una delle prossime tappe dell’Itinerario Maestrale.
Ogni attrezzo e oggetto ha il suo nome tradizionale in lingua sarda: ad esempio “sa scifedda”, un grosso catino in terracotta utilizzato per impastare il pane o preparare “sa fregula”, la pasta tradizionale sarda che puoi gustare nei nostri ristoranti, oppure “sa prencia”, il torchio per l’uva dal suono inconfondibile.
Al Carignano del Sulcis, il vino tradizionale di questa zona, è dedicato un ampio spazio, dove si trovano tutti gli utensili che servivano per la coltivazione della vite e la produzione in vino.
TAPPA 2
Villaggio Ipogeo
Un intero villaggio nel sottosuolo, vere e proprie case con stanze, cucine, corridoi scavati nella pietra viva: il Villaggio Ipogeo di Sant’Antioco è un sito unico nel suo genere, dove scoprirai il modo di vivere semplice e autentico dei vecchi abitanti di Sant’Antioco.
Luogo: Via Necropoli, 18
Quella del Villaggio Ipogeo è una storia che ha origine secoli fa, quando la Chiesa decise di incentivare la ripopolazione dell’antica città di Sulky, in seguito chiamata Sant’Antioco in onore del Martire le cui spoglie sacre furono ritrovate nel 1615.
Molte famiglie ottennero delle terre, ma altre si trasferirono sulla piccola isola senza avere nulla in cambio: mancando i mezzi economici, decisero di appropriarsi di molte tra le tombe puniche della Necropoli, rimuovendo tutto ciò che si trovava al loro interno e rendendole adatte all’abitazione: si unirono ambienti non comunicanti, si costruirono comignoli per il fumo del focolare, si costruirono recinti per gli animali.
Gli ambienti venivano imbiancati periodicamente con la calce e venivano arredati come delle normali abitazioni: si trovano tavoli, sedie, mensole, letti e stuoie, servizi da cucina.
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Tutto sommato, gli abitanti delle grotte, “is gruttaiusu” si adattarono bene a ciò che questo luogo difficile gli aveva concesso, e ancora oggi si dice che, almeno dal punto di vista della temperatura, queste abitazioni ipogeee fossero piacevoli: “fresche d’estate e calde d’inverno”.
Gli abitanti del Villaggio svolgevano i lavori più umili, lavoravano per i proprietari terrieri, raccoglievano i frutti spontanei della terra, praticavano piccola pesca e raccolta di molluschi nella generosa laguna di Sant’Antioco.
Agli inizi degli anni 70 del secolo scorso gli ultimi abitanti delle grotte ottennero delle case moderne, così il Villaggio Ipogeo diventò un museo a cielo aperto e una preziosissima testimonianza del passato della nostra città.
TAPPA 3
Laboratorio tessitura
Il suono ritmico di un antico telaio, il silenzio concentrato e lo sguardo attento degli artigiani che tessono delle opere d’arte, i cui segreti e le cui trame vengono custodite gelosamente e tramandate di persona in persona. I laboratori di tessitura sono un’esperienza dal fascino unico, che arricchisce la tua anima.
Luogo: Via Petrarca, 5
Nei laboratori di tessitura a Sant’Antioco vedrai come una delle tradizioni più caratteristiche del nostro territorio prende forma, attraverso le mani abili e impeccabili degli artigiani locali.
La tessitura è una delle arti più antiche, che in passato rappresentava un sapere indispensabile: le donne dovevano saper tessere i vestiti per tutta la famiglia, usando le fibre che erano disponibili, come la lana o il lino, e i coloranti naturali derivati dai frutti della terra.
Possedere un vero telaio non era certo da tutti, considerando sia il costo sia le dimensioni di questo meraviglioso strumento. Solo chi svolgeva il mestiere del tessitore ne aveva un esemplare, e poteva produrre delle opere di grande bellezza e valore, come tappeti e arazzi, che adornavano le case delle famiglie più abbienti.
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Ma ciò che davvero caratterizza la produzione tessile di Sant’Antioco è l’utilizzo di una fibra lucente come l’oro e persino più preziosa: il Bisso Marino.
La tessitura del Bisso Marino è un’arte le cui origini si perdono nell’antico oriente… Le lucenti opere create con questo preziosissimo filamento adornavano il vestiario delle maggiori figure ecclesiastiche e dei sovrani antichi. A Sant’Antioco questa tradizione dal valore inestimabile vive ancora, grazie alla passione e al genio di Italo Diana, grande maestro del bisso che fece rivivere la tradizione nella nostra cittadina, aprendo la sua scuola a Sant’Antioco negli Anni ‘20.
Oggi la tradizione sopravvive grazie alle eredi di questa tradizione rinnovata, che sono custodi e promotori di un’arte che vogliamo sopravviva per sempre.
TAPPA 4
Is Nuus Nous
Una splendida opera murale a Sant’Antioco, particolarissima per essere dipinta su quattro lati e per rappresentare una complessa trama di forme, disegni tradizionali e dettagli unici, che la rendono un murale unico nel suo genere. Immancabile la foto o il selfie!
Luogo: Via Belvedere
Ci sono luoghi così ricchi di storia, arte e tradizioni che sarebbe impossibile spiegarli in poche parole, e Sant’Antioco è certamente uno di questi.
Noi crediamo che dove non arrivano le parole può arrivare solo l’arte, e Giorgio Casu, artista sardo famoso a livello internazionale, è riuscito nel suo intento di racchiudere in una magnifica opera murale la vera essenza di Sant’Antioco.
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Guardare quest’opera è una vera esperienza, che si rinnova sempre: ogni dettaglio ha la sua storia da scoprire, che affonda le sue radici nel tempo e nella cultura materiale e immateriale della nostra Isola: storie che parlano di saperi e abilità tradizionali, di simboli ancestrali, di identità e di orgoglio.
Apri il podcast e ammira l’opera raccontata dalle parole dell’artista stesso, ascoltando i suoni della tradizione sarda che si rinnova continuamente ma resta immutabile nella sua essenza, unica e speciale.
TAPPA 5
Cantina Sardus Pater
Vuoi scoprire dove ha origine e quali sono i segreti del Carignano del Sulcis? Sei nel posto giusto: la Cantina Sardus Pater, una delle maggiori e più famose cantine della zona è pronta ad accoglierti per farti vivere un’esperienza enologica autentica e irripetibile.
Luogo: Via della Rinascita, 46
La Cantina Sociale Sardus Pater è la casa del Carignano del Sulcis di Sant’Antioco. Da decenni rappresenta il punto di riferimento nel mondo della produzione del vino locale, riunendo i produttori e fornendo ai clienti di tutto il mondo un prodotto tipico di eccellenza, del quale andiamo particolarmente fieri, insieme ad altri vini eccellenti adatti per ogni occasione e pietanza.
Nella Cantina Sardus Pater potrai scoprire in particolare la storia del nostro Carignano del Sulcis, con tutte le sue peculiarità che lo rendono un vino unico al mondo: il terreno sabbioso, l’alberello latino, il piede franco, il maestrale e la salsedine che permeano l’aria dell’isola…
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Da qui potrai poi approfondire la conoscenza del vino tipico di Sant’Antioco andando a visitare le vigne e le piccole cantine dell’isola, toccando con mano gli elementi caratteristici della viticoltura a Sant’Antioco mentre degusti un calice dal profumo inebriante e scoprendo il mondo familiare, cordiale e ospitale dei produttori locali.
Attraversa con noi un viaggio pieno di storia e tradizione che riesce a stupire sia i meno esperti che i più appassionati di enologia.





















