Ascolta il suono del tramonto e del vento dell’Ovest. L’eredità del nostro passato racconta una storia di riti e credenze legata al passaggio nell’aldilà: strutture maestose o cunicoli sotterranei, narrano di memorie sociali e individuali immortalate per l’eternità. Un tramonto dell’anima che ci prepara ad una nuova rinascita.
TAPPA 1
Necropoli
Gioiello archeologico situato sulle pendici orientali del colle occupato oggi dal fortino sabaudo di Su Pisu, la Necropoli Punica si sviluppa al di sotto del centro storico di Sant’Antioco, in una complessa composizione sotterranea che definirà la storia millenaria della città.
Luogo: Via Castello, Loc. Is Pirixeddus
I riti di sepoltura dei defunti nelle civiltà antiche hanno un grande fascino agli occhi degli appassionati di archeologia ma anche dei semplici curiosi. Per questa ragione, nel 2021, la riapertura della Necropoli Punica dopo 23 anni di chiusura al pubblico, ha suscitato notevole interesse e forte partecipazione da parte dei visitatori del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco. La necropoli è il luogo nel quale gli antichi abitanti punici di Sulky seppellivano i loro morti in un’area che, all’epoca, era ubicata fuori dal centro abitato e le cui tombe venivano scavate su un colle roccioso, come era tipico nel periodo punico anche in centri come Cartagine, Cagliari o Tharros. Quello che noi conosciamo oggi e in parte possiamo visitare, sono gli spazi dedicati alla morte che gli abitanti di Sulky/Sulci costruirono tra la fine del VI sec. e il III sec. a.C. circa, nell’area però sono presenti anche le testimonianze dell’utilizzo funerario del settore in età romana e, degli stessi ipogei, in età tardoantica.
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Ogni attrezzo e oggetto ha il suo nome tradizionale in lingua sarda: ad esempio “sa scifedda”, un grosso catino in terracotta utilizzato per impastare il pane o preparare “sa fregula”, la pasta tradizionale sarda che puoi gustare nei nostri ristoranti, oppure “sa prencia”, il torchio per l’uva dal suono inconfondibile.
Al Carignano del Sulcis, il vino tradizionale di questa zona, è dedicato un ampio spazio, dove si trovano tutti gli utensili che servivano per la coltivazione della vite e la produzione in vino.
La Necropoli, originariamente, si estendeva per circa 10 ettari e, considerando che, in media, ogni tomba occupava quaranta metri quadrati, il numero di ipogei doveva essere di circa millecinquecento.
Unica nel suo genere, la Necropoli Punica di Sulky è un immenso cimitero sotterraneo che ospita le sepolture di gruppi familiari, adagiati all’interno dei sepolcri, nel rispetto di precisi codici rituali e suggestivi cerimoniali. La visita alla Necropoli Punica è un’esperienza da non perdere, unica e coinvolgente per conoscere la millenaria storia della città.
TAPPA 2
Basilica e Catacombe
La Basilica di S. Antioco Martire e le Catacombe sono il luogo in cui fede, devozione e cultura si incontrano. Un luogo che narra la storia del Santo venuto dal mare, la storia di Antioco, un medico dei corpi e delle anime, originario della Mauritania, che, con la sua incessante predicazione, avrebbe fondato la prima comunità cristiana della zona e sarebbe poi diventato il Patrono di tutta la Sardegna.
Luogo: Piazza Parrocchia, 22
Situata nel cuore del centro storico della città, la Basilica di S. Antioco Martire, che sorge imponente sulla tomba del Santo, è uno dei monumenti di origine bizantina verosimilmente più antichi di tutta la Sardegna. Eretta intorno al V sec. a.C. e prima sede vescovile del Sulcis Iglesiente, la Basilica rappresenta il fulcro delle celebrazioni in onore del Santo Patrono della Sardegna nei tre appuntamenti tradizionali che si tengono nel corso dell’anno, durante i quali si rinnova la devozione dei tanti fedeli nei confronti di Antioco.
All’interno della Basilica, è possibile visitare le Catacombe, unico esempio in Sardegna, che rappresentano una delle prime testimonianze della cristianità nell’isola.
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Situata nel cuore del centro storico della città, la Basilica di S. Antioco Martire, che sorge imponente sulla tomba del Santo, è uno dei monumenti di origine bizantina verosimilmente più antichi di tutta la Sardegna. Eretta intorno al V sec. a.C. e prima sede vescovile del Sulcis Iglesiente, la Basilica rappresenta il fulcro delle celebrazioni in onore del Santo Patrono della Sardegna nei tre appuntamenti tradizionali che si tengono nel corso dell’anno, durante i quali si rinnova la devozione dei tanti fedeli nei confronti di Antioco.
All’interno della Basilica, è possibile visitare le Catacombe, unico esempio in Sardegna, che rappresentano una delle prime testimonianze della cristianità nell’isola.
TAPPA 3
Sa Presonedda
l centro storico di Sant’Antioco è un museo a cielo aperto e in ogni angolo è possibile imbattersi nelle suggestive tracce del passato: è il caso di Sa Presonedda, un monumento funerario del I secolo che testimonia la fortunata unione tra cultura punica e cultura romana.
Luogo: Via XX Settembre, 89
Sa Presonedda è un importante monumento funerario che risale al I sec. a. C. e rappresenta un punto di incontro tra la cultura punica e quella romana.
Si può ammirare passeggiando in una delle vie principali del centro storico di Sant’Antioco, Via Eleonora d’Arborea, un’arteria di grande rilevanza sia oggi che in passato in quanto collegava il centro al lungomare e contava numerose attività artigianali e imprenditoriali.
Sa Presonedda presenta una forma di piramide a gradoni mentre l’interno è costituito da un vestibolo, un’anticamera e una vasta camera funeraria rettangolare, con cinque nicchie alle pareti. Era chiuso da una grossa porta a macina di forma circolare in calcare, unica nel suo genere e riccamente decorata.
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TAPPA 4
Grutti ‘e Acqua e Tomba dei Giganti
Se siete appassionati di archeologia preistorica e di natura selvaggia, non potete perdervi una visita al sito nuragico di Grutti ‘e Acqua e la tomba dei Giganti Su Niu ‘e Su Crobu, uno dei luoghi più affascinanti dell’Isola di Sant’Antioco.
Luogo: Grutti 'e Acqua
Il complesso di Grutti ‘e Acqua, situato a occidente della piana di Canai, è immerso in un luogo senza tempo in mezzo alla natura incontaminata e selvaggia. Dalla parte più alta dell’area si scorgono i resti di un nuraghe complesso dotato forse di quattro torri, mentre qualche centinaio di metri più a sud troviamo un nuraghe a corridoio, un nuraghe a tholos e i resti di numerose capanne. Poco più avanti si giunge al “laghetto nuragico” una conca naturale i cui argini sono delimitati da grandi massi, un luogo magico immerso nel silenzio. Probabilmente, in passato, le acque venivano utilizzate per specifiche celebrazioni rituali legate al culto di questo fondamentale elemento che ha un legame molto forte con questo luogo. Infatti, il nome stesso del sito è legato alla presenza di numerose strutture utilizzate per la raccolta dell’acqua piovana.
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A valle, a poche centinaia di metri, si trova l’unico tempio a pozzo oggi conosciuto dell’isola anch’esso consacrato al culto dell’acqua: un tempio sotterraneo al quale si giunge tramite una ripida scala in pietra.
Altro luogo di grande fascino è la tomba dei giganti di Su Niu de su Crobu, la meglio conservata di Sant’Antioco. Il nome popolare di “tomba dei giganti” è dovuto alla presenza di una camera funeraria molto lunga alla quale si accede da una piccola porta. In realtà si trattava di monumenti sepolcrali collettivi che contenevano le spoglie dei defunti della stessa comunità dell’insediamento di Grutti ‘e acqua.
Un luogo da non perdere per fare un tuffo nel passato e apprezzare le bellezze della natura circostante.
TAPPA 5
Nido dei Passeri e Faro Mangiabarche
l centro storico di Sant’Antioco è un museo a cielo aperto e in ogni angolo è possibile imbattersi nelle suggestive tracce del passato: è il caso di Sa Presonedda, un monumento funerario del I secolo che testimonia la fortunata unione tra cultura punica e cultura romana.
Luogo: Nido dei Passeri
La scogliera del Nido dei Passeri è uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola di Sant’Antioco. Una scogliera a strapiombo sul mare, un paesaggio unico per la colorazione delle rocce, sapientemente modellate dal vento e dal mare. Per gli amanti delle emozioni forti, da alcuni punti è possibile tuffarsi direttamente in mare da altezze notevoli mentre per chi ama la tranquillità e la pace è il luogo ideale per fermarsi a meditare.
Altro luogo da non perdere per chi ama il mare blu e selvaggio dal fascino incontaminato è la spiaggia di Mangiabarche. Un piccolo gioiello calasettano immerso nel blu del mare.
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Alcuni scogli affioranti ospitano il faro che si staglia solitario tra sfumare di mare e cielo, il suo compito è evitare, a volte senza successo, che le imbarcazioni s’incaglino nelle rocce affioranti; è infatti probabile che il suo nome sia dovuto al fatto che in questo luogo tanti marinai hanno trovato la propria sfortuna. Particolarmente affascinante soprattutto in inverno, quando il mare mostra tutta la sua forza impetuosa con gigantesche onde spumose che esplodono contro il faro.
Il paesaggio inconsueto e i giochi di luce dell’acqua rendono questo luogo una tappa obbligata per chi visita l’isola di Sant’Antioco.













