Itinerario scirocco

5 Tappe

Ascolta il suono del vento impetuoso e addentrati nel mondo delle invasioni dei pirati provenienti da Sud-Est, i temibili corsari barbareschi. Esplora i luoghi più importanti di difesa e controllo delle coste e del territorio, rivivi gli episodi più avvincenti e nascosti del nostro passato attraverso le fonti storiche ufficiali.

TAPPA 1

Forte Su Pisu

Forte Su Pisu è il simbolo indiscusso della resistenza antiochense. Si erge fiero sul colle a difesa dell’intera laguna e del paese di Sant’Antioco, per ricordarci l’enorme coraggio che hanno avuto i nostri antenati nell’affrontare i pirati barbareschi che continuamente assediavano l’isola.

Luogo: Via Castello, 17

Il Forte Sabaudo, conosciuto anche con il nome di “Sa guardia de su pisu”, è stato costruito tra il 1813 e il 1815 seguendo fedelmente il progetto dell’Ufficiale della Reale Artiglieria sabauda Ambrogio Capson. Il suo scopo era quello di dare riparo ai soldati e agli abitanti di Sant’Antioco, minacciati dalle numerose incursioni provenienti dalle città nordafricane di Tunisi, Algeri e Tripoli, antiche reggenze dell’impero ottomano. Sotto il fortino, in passato, si trovavano le mura puniche dell’antica città di Sulky che, a loro volta, erano state costruite demolendo in parte un nuraghe.

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Nell’ottobre del 1815, qui si svolse una cruenta battaglia che vide tutti gli antiochensi in prima linea per difendere il loro paese. Il comandante degli Artiglieri di Sardegna Efisio Melis Alagna e la sua compagine combatterono valorosamente gli africani, comandati dal rais Siddi Abzunama, purtroppo non riuscirono a respingere l’attacco del fortino che fu preso d’assalto ed espugnato. Il comandante e i suoi coraggiosi soldati preferirono la morte alla schiavitù.

Oggi, puoi ripercorrere i passi del nostro antico passato visitando il Forte Su Pisu, baluardo della nostra resistenza.

 

TAPPA 2

Archivio Storico

Lettere, parole, pagine che rivelano dettagli e informazioni inestimabili sulla nostra storia e sul nostro passato negli ultimi trecento anni. Ecco cos’è l’Archivio Storico di Sant’Antioco: uno scrigno che custodisce una moltitudine di tesori.
Luogo: Via Castello, 2

L’Archivio Storico si trova nella ex Caserma dei Carabinieri a Cavallo, un edificio restaurato nell’aprile 2000. Qui è attivo un laboratorio didattico che permette alle scuole di studiare la storia locale direttamente attraverso le fonti originali.

L’archivio conserva documenti risalenti al Settecento, riguardanti pratiche concluse da oltre 40 anni del Comune di Sant’Antioco. Questi documenti raccontano la storia politica, sociale ed economica della comunità antiochense, illustrando le trasformazioni del territorio e lo sviluppo urbano attuale. Questa raccolta rappresenta una preziosa risorsa per la ricerca storica.

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Tra i tesori dell’archivio, spicca il volume «Registro de entrada y salida de los dineros de esta comunidad de San Antiogo ut intus», che documenta l’attività della Comunità dal 1793 al 1815. Oltre a descrivere le attività agro-pastorali, il registro narra momenti chiave della storia moderna di Sant’Antioco. L’isola, frequentata da agricoltori, pescatori e numerosi pellegrini durante la festa del Santo (che si celebra quindici giorni dopo Pasqua), fu ripopolata stabilmente solo a partire dal 1750.

TAPPA 3

Nuraghe S’Ega de Marteddu

Sant’Antioco conserva importanti testimonianze della civiltà nuragica che qui si è sviluppata a partire dall’Età del Bronzo Medio. Nell’isola troverai 40 nuraghi, 14 villaggi, 9 tombe dei giganti ed un tempio a pozzo. Un patrimonio archeologico immenso che ti farà conoscere la storia dei nostri antenati.

Luogo: Nuraghe S'Ega Marteddu

Uno dei nuraghi più importanti e meglio conservati dell’isola è sicuramente quello di S’Ega de Marteddu. È composto da un mastio e un bastione probabilmente con tre torri. La torre principale, attualmente quasi del tutto integra, è coperta da terriccio e dalla macchia mediterranea.

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Da questo nuraghe potrai godere di una spettacolare vista sulla baia di Maladroxia. La sua posizione strategica gli permetteva di controllare uno dei migliori punti d’approdo del Golfo di Palmas, punto di accesso al mare anche del principale fiume dell’isola: il Rio Triga.

Ma non finisce qui. Infatti, si presume che questo nuraghe facesse parte di un sistema di controllo della foce del Rio Triga, insieme ad altri nuraghi collocati ad est della piana di Canai, come il nuraghe de is Orrù, il nuraghe Feminedda e il nuraghe S’Uttu de Su Para.

TAPPA 4

Serra is Tres Portus

Serra Is Tres Portus è un meraviglioso percorso naturalistico completamente immerso nella natura e nella macchia mediterranea. Tra testimonianze archeologiche e incantevoli scorci paesaggistici, scoprirai un’oasi di pace e benessere.

Luogo: Serra is Tres Portus (ZSC)

Serra Is Tres Portus è un’area riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Interesse Comunitario per la protezione e tutela dei suoi preziosi habitat. È vasta circa 260 ettari e comprende una grande varietà di paesaggi che spaziano dal litorale costiero fino alla zona collinare che è attraversata da un percorso immerso nella macchia mediterranea, lungo circa 1,5 km. Lungo il tragitto, potrai scrutare i resti di un nuraghe a corridoio, i forni del ‘900 per la lavorazione della calce e spettacolari scorci sul paesaggio circostante.

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L’unicità di questo itinerario risiede nella grandissima quantità di specie vegetali presenti come la lavanda selvatica, la Ginestra, il Ginepro Fenicio, l’Elicriso, la Palma Nana e la meravigliosa Ophrys maladroxiensis. Questa particolare orchidea prende il nome proprio dalla località di Maladroxia in cui è stata scoperta e in cui è unicamente presente. Il fiore ha petali bianchi con delicate sfumature tendenti al rosa e cresce su un suolo di detriti di roccia calcarea, tipica di questa zona.

TAPPA 5

Torre Canai

Torre Canai è la prima opera di difesa contro gli invasori che in passato hanno cercato di attaccare l’isola: coinvolta nelle vicende della Spedizione dei Francesi in Sardegna nel 1793, ma anche nelle continue scorrerie dei corsari barbareschi che proseguirono fino alla prima metà del XIX secolo.

Luogo: Torre Canai

Torre Canai è stata costruita nel 1757 su progetto dell’ingegnere militare piemontese Vallin per controllare l’intero Golfo di Palmas. Il promontorio su cui sorge è denominato “su moru” (il moro) e stava ad indicare proprio tutti i corsari barbareschi che erano soliti fare le loro incursioni nella zona.

La struttura della Torre è molto simile alle altre torri costiere della Sardegna e si tratta di un tronco di cono sovrastato da un cilindro. È formata da un grande ambiente circolare con quattro finestre e una scala interna che conduce a quella che era la piazza d’armi.

La funzione principale della Torre era quella di avvistamento e comunicazione di notizie ai reparti militari preposti alla difesa dell’isola sia durante il tentativo di invasione francese del 1793, sia durante le ultime due incursioni tunisine nel 1812 e nel 1815.

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Oggi, grazie all’associazione Italia Nostra, è stata restaurata e aperta al pubblico, offrendo un percorso informativo sulle sue vicende storiche, inoltre al suo interno vengono ospitati occasionalmente degli eventi culturali. L’ingresso alla torre è a offerta libera e consapevole, per sostenere i lavori di restauro e la manutenzione del sito.

Puoi esplorare i dintorni facendo delle passeggiate lungo la costa, contemplare la bellezza della natura circostante dalle panchine, oppure rilassarti su una delle spiagge vicine.