Chiesa di Bonaria

Chiesa di Nostra Signora di Bonaria

Luce, forma e fede contemporanea

La chiesa di Nostra Signora di Bonaria, progettata dall’architetto Angelo Marongiu negli anni ’90, si trova all’ingresso di Sant’Antioco. La sua facciata principale si presenta come una parete staccata dall’edificio vero e proprio, nascondendolo in parte grazie alla forma orizzontale e all’arco ribassato nella parte superiore. Al centro c’è un ampio spazio che accoglie l’ingresso. Sul lato sinistro si trova un pulpito, mentre in alto e leggermente arretrato spicca l’originale campanile. Sul lato sinistro della chiesa, le sue aperture lasciano intuire uno degli aspetti più caratteristici degli interni, cioè una luce molto diffusa e naturale. La pianta interna è quadrata, con un soffitto in legno formato da falde che convergono al centro. La copertura esterna ha la forma di una piramide, attraversata da grandi aperture che fanno entrare tanta luce. Il presbiterio rispetta le indicazioni liturgiche del Concilio Vaticano II, con altare e ambone in marmo. La struttura portante è in cemento armato, con pilastri e travi, mentre il tetto è tutto in legno, composto da travi principali e secondarie su cui poggia il tavolato. All’esterno, la copertura è rivestita con lamiere di colore rame, che le danno un aspetto caldo e moderno.

Nostra Signora di Bonaria è una celebre statua della Madonna con il Bambino, venerata come patrona della Sardegna e protettrice dei naviganti. Secondo la leggenda, nel 1370 una nave proveniente dalla Catalogna fu colpita da una tempesta e, per salvarsi, l’equipaggio gettò in mare una pesante cassa. La tempesta si placò e la cassa approdò sulla costa di Cagliari al suo interno era custodita la statua, i frati mercedari la recuperarono la e la conservarono nel santuario di Bonaria, che divenne uno dei più importanti luoghi di culto dell’isola.

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