Catacombe

La Basilica e le Catacombe di S. Antioco Martire

Fede, tradizione e cultura scolpite nella pietra

Fede, tradizione e cultura sono scolpite nella pietra della Basilica e nelle Catacombe di S. Antioco Martire. Nei secoli, intere generazioni hanno tramandato la devozione verso il Santo, rendendo questi luoghi il fulcro della cristianità in Sardegna.

La Catacomba, unica in tutta la Sardegna, è stata riadattata a partire da cinque tombe della vasta necropoli punica del VI secolo a.C. Infatti, dopo la morte del Santo, avvenuta nel 127 d.C., i cristiani, desiderosi di farsi seppellire intorno a lui, ne modificarono il nucleo originale per ricavare il proprio cimitero, utilizzato fino al 500 d.C. All’ingresso, è possibile osservare la tomba che ha custodito il corpo del Santo dal 127 d.C. fino al 1615, ancora oggi luogo di culto e di preghiera per pellegrini e turisti. Non meno importanti sono le altre tipologie di sepoltura qui presenti: arcosoli, fosse sul pavimento, loculi scavati sulle pareti e una rara tomba a baldacchino caratterizzata da grossi pilastri che si elevano fino al soffitto.

La Basilica di S. Antioco Martire ha origini antiche che risalgono almeno all’età bizantina, intorno al VI secolo d.C. Il primo edificio era presumibilmente un piccolo complesso paleocristiano addossato alla catacomba del santo martire. Nel VI secolo, avvenne un importante restauro in stile bizantino giustinianeo.

La prima menzione documentata della basilica come Monastero di Sant’Antioco risale al 1089, quando fu donata al monastero benedettino di San Vittore di Marsiglia. L’edificio originario era a pianta a croce greca, con un “dado” cupolato centrale da cui si dipartivano quattro bracci con volte a botte.

Nel corso del XII secolo la basilica subì un allungamento della navata centrale che trasformò la croce greca in croce latina, con l’orientamento Est-Ovest e la creazione di un’abside e di una cappella laterale absidata. Nel XVIII secolo, con il ripopolamento dell’isola, la basilica fu ulteriormente ampliata e fu realizzata una nuova facciata barocca nel 1772.
Negli ultimi decenni del XX secolo sono stati effettuati interventi di restauro per riportare la chiesa all’aspetto originario, eliminando intonaci e arredi barocchi. L’edificio è costruito con blocchi di trachite e conserva elementi scultorei come la cupola sostenuta da un tamburo ottagonale decorato con simboli di tartarughe e zampe leonine, simboli di valore apotropaico e cristologico.

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